Ha dell’incredibile l’eliminazione del Catania nel Main Round di Champions League. Stessi punti (7), stessi gol fatti (18), stessi subiti (7) dell’AEK Atene, il differenziale lo fanno i cartellini: 11 per gli etnei (5 addirittura nell’ultimo incontro), 7 gialli e uno rosso (che vale 3) per i greci. La beffa è servita.
IL MATCH – A conti fatti è il primo tempo della terza e ultima sfida contro un’Akaa già eliminato a fare tutta la differenza sportiva di questo mondo. Catania entra in campo sapendo del successo dell’AEK Atene (9-2 col Weilimdorf), di quanto deve vincere per aggiudicarsi il girone 5 e perfino della situazione cartellini. Eppure va subito sotto a causa di una rasoiata del portiere Kangas che sorprende Pedro Siqueira, pareggia con Turmena ma va nuovamente in svantaggio (Rautiainen), cominciando per di più a collezionare cartellini gialli: ne prenderà 5. Juanra non esita a giocare con il 5vs4: doppio Sacon in 16” ne fa due, ma all’intervallo è solo 3-2. Catania si ripresenta in campo con il portiere di movimento: Melo Musumeci, Podd, un autogol di Alasuutari e ancora Turmena (su rigore) lanciano sul 7-2 i rossazzurri, a metà ripresa. Tempo ce n’è, il PalaCatania è una bolgia, ma dal nulla spunta Pretao di testa accorcia le distanze. Brunelli fa subito 8-3, a 1’13” dal termine Melo Musumeci tiene accesa la speranza, spenta dallo stridulo suono della sirena.
fonte: divisionecalcioa5.it


















