Dopo il clamore suscitato e le tante dichiarazioni rilasciate dalle parti in causa, è arrivata la sentenza del giudice sportivo in seguito alla sospensione per rissa di Gladiator-Casavatore. Omologato il 7 a 1 con cui la gara stava per concludersi (mancavano 3 minuti), 8 giornate di squalifica a Pezzella e multa di 200 euro per i partenopei e 100 euro per i sammaritani. Ecco quanto riportato nel comunicato ufficiale:
GARA FUTSAL GLADIATOR – ACACIE CASAVATORE DEL 4/2/2012
Il G.S.T., letto il referto arbitrale relativo alla gara in epigrafe. rilevato che in seguito all’espulsione di
un calciatore ella società Acacie Casavatore lo stesso si scagliava contro alcuni calciatori avversari
determinando una temporanea sospensione della gara. Placati gli animi, l’arbitro riusciva a far
riprendere il gioco ma dopo appena pochi secondi era costretto a sospendere nuovamente la gara
in quanto si scatenava una rissa tra il suddetto calciatore, precedentemente espulso, ed i sostenitori
della squadra avversaria, alla quale partecipavano tutti i calciatori della società Acacie Casavatore
compresi quelli in panchina. A conclusione degli scontri I tesserati rientravano negli spogliatoi. Per
tali motivi, in applicazione dell’art. 17 del C.G.S.
DELIBERA
di infliggere alla società Acacie Casavatore la punizione sportiva della perdita della gara con
il punteggio di 1-7, acquisito sul campo. In ordine ai provvedimenti disciplinari a carico dei
singoli rimanda alla camicia di gara.
A CARICO DI SOCIETÀ
AMMENDA
Euro 200,00 ACACIE CASAVATORE
partecipazione a rissa di propri tesserati e sostenitori da determinare la sospensione della gara
Euro 100,00 FUTSAL GLADIATOR
partecipazione a rissa da parte di propri sostenitori
A CARICO CALCIATORI ESPULSI DAL CAMPO
SQUALIFICA PER OTTO GARE EFFETTIVE
PEZZELLA GIUSEPPE (ACACIE CASAVATORE)
espulso per doppia ammonizione alla notifica del provvedimento disciplinare ingiuriava e minacciava il
direttore di gara; inoltre, colpiva con uno schiaffo un avversario; infine, uscendo dal terreno di gioco insultava
e minacciava sostenitori avversari.