
Una vita dedicata ai colori biancoverdi, Cristian Testa, ventunenne, laterale del Cus Avellino. All’età di tredici anni gioca per l’Avellino Calcio, per poi passare al mondo del futsal, facendo un provino per il Cus Avellino (allievi). Ormai da quattro stagioni è in pianta stabile nella prima squadra.
Chi è Cristian Testa fuori dal campo? Studi, lavori, cosa fai?
Un ragazzo normalissimo, socievole con tutti. Sono diplomato in ragioneria, ma al momento disoccupato.
Il Cus Avellino approdata alle final fuor, quali sono state le tue sensazioni (dopo aver realizzato una tripletta fondamentale ) al termine del match vinto contro il Parete?
A dir la verità eravamo arrivati a questa sfida con molti acciacchi, allenandoci male. Abbiamo stretto i denti e abbiamo superato il turno. Per quanto riguarda la tripletta devo ringraziare i miei compagni senza il loro supporto non sarebbe servita a nulla.
Parlami dei tuoi compagni, con chi hai stretto un rapporto maggiore. Dicci qualche segreto dello spogliatoio
Siamo un grande gruppo sia in campo che fuori, è questa la vera nostra forza. Un segreto? La nostra unione, la forza che ci trasmettiamo, l’uno con l’altro.
Hai un gesto scaramantico prima delle partite? Un porta fortuna?
No, non sono scaramantico. Se si lavora sodo, la fortuna ti premia.
Squadra del cuore nel calcio?
Avellino.
Il tuo numero di maglia preferito?
Il numero 8 sin da bambino mi affascina; ma dovro aspettare l’anno prossimo per indossarlo (ultimo anno da under numerazione da 16 a 31, ndr)
Un tuo sogno?
Qualsiasi giocatore aspira a migliorarsi sempre di più e accedere in categorie superiori. Vorrei seguire le orme di mister Venezia, autentica bandiera del Cus Avellino.
Sul profilo facebook hai scritto Golden, perché?
Me l’ha messo Giosuè (il Divin Peluso) ai tempi quando giocavo con lui in serie C2 ed ero abbastanza piccolo d’età rispetto agli altri.
Hai a disposizione un messaggio in chiusura a chi lo dedichi e cosa gli vuoi dire?
Lo rivolgo alla squadra: dicendo di impegnarci sempre più, prima di tutto per raggiungere tutti insieme la salvezza il prima possibile e per poi toglierci tante altre soddisfazioni che questo gruppo lo merita.

Una vita dedicata ai colori biancoverdi, Cristian Testa, ventunenne, laterale del Cus Avellino. All’età di tredici anni gioca per l’Avellino Calcio, per poi passare al mondo del futsal, facendo un provino per il Cus Avellino (allievi). Ormai da quattro stagioni è in pianta stabile nella prima squadra.
Chi è Cristian Testa fuori dal campo? Studi, lavori, cosa fai?
Un ragazzo normalissimo, socievole con tutti. Sono diplomato in ragioneria, ma al momento disoccupato.
Il Cus Avellino approdata alle final fuor, quali sono state le tue sensazioni (dopo aver realizzato una tripletta fondamentale ) al termine del match vinto contro il Parete?
A dir la verità eravamo arrivati a questa sfida con molti acciacchi, allenandoci male. Abbiamo stretto i denti e abbiamo superato il turno. Per quanto riguarda la tripletta devo ringraziare i miei compagni senza il loro supporto non sarebbe servita a nulla.
Parlami dei tuoi compagni, con chi hai stretto un rapporto maggiore. Dicci qualche segreto dello spogliatoio
Siamo un grande gruppo sia in campo che fuori, è questa la vera nostra forza. Un segreto? La nostra unione, la forza che ci trasmettiamo, l’uno con l’altro.
Hai un gesto scaramantico prima delle partite? Un porta fortuna?
No, non sono scaramantico. Se si lavora sodo, la fortuna ti premia.
Squadra del cuore nel calcio?
Avellino.
Il tuo numero di maglia preferito?
Il numero 8 sin da bambino mi affascina; ma dovro aspettare l’anno prossimo per indossarlo (ultimo anno da under numerazione da 16 a 31, ndr)
Un tuo sogno?
Qualsiasi giocatore aspira a migliorarsi sempre di più e accedere in categorie superiori. Vorrei seguire le orme di mister Venezia, autentica bandiera del Cus Avellino.
Sul profilo facebook hai scritto Golden, perché?
Me l’ha messo Giosuè (il Divin Peluso) ai tempi quando giocavo con lui in serie C2 ed ero abbastanza piccolo d’età rispetto agli altri.
Hai a disposizione un messaggio in chiusura a chi lo dedichi e cosa gli vuoi dire?
Lo rivolgo alla squadra: dicendo di impegnarci sempre più, prima di tutto per raggiungere tutti insieme la salvezza il prima possibile e per poi toglierci tante altre soddisfazioni che questo gruppo lo merita.
















