
Leggo su Punto 5 un articolo particolarmente aggressivo e poco obiettivo sulla partita Cales – Club Paradiso Acerra.
Mi duole, carissima redazione, che abbiate accettato di pubblicare un articolo non firmato. Chi debbo pensare che l’abbia scritto? Il Presidente, l’allenatore, il massaggiatore, qualcuno di passaggio? Probabilmente qualcuno che non ha nemmeno visto la partita, viste le inesattezze, le falsità e le affermazioni gratuite che contiene.
Asserendo fatti e trinciando giudizi che potrebbero anche dare adito a denunce per diffamazione.
Ma poiché siamo abituati, noi del Cales Club, ad usare il buonsenso, anche questa volta ci appelleremo a quello.
Sarà un caso, ma ogni volta che a Calvi arriva una squadra di Acerra succede sempre qualcosa di strano.
L’anno scorso col Maracanà, chissà cosa avevamo combinato per generare un comportamento veramente particolare da parte loro nella partita di ritorno.
Fatto sta che non abbiamo fatto una piega. Gli abbiamo lasciato i tre punti e ce ne siamo andati.
Senza fare alcun commento sulla partita, che chiamarla tale, vi assicuro, è solo un eufemismo.
Ora è la volta del Club Paradiso.
Nella cronaca, tutta ovviamente di parte, vengono descritti puntigliosamente tutti i misfatti dei giocatori di casa, sorvolando su quelli dei propri giocatori. Fatto questo alquanto strano se si considera che un’espulsione e tre ammonizioni sono avvenute a carico loro e non dei nostri giocatori (in tutto due ammoniti tra i nostri).
Premesso che non ci sentiamo responsabili del comportamento degli arbitri, che significa additare al pubblico ludibrio il nome di alcuni calciatori, oltretutto sbagliandoli?
Si fa solo del danno gratuito.
Non so a chi alludesse l’improvvisato cronista, ma quando parla di D’Amico si riferisce ad un giovane del ’98 che non si è mai neppure sognato di porre in essere atteggiamenti come quelli che il narratore gli addebita. E’ un ragazzo calmissimo e non incline alla violenza, figurarsi con gente più matura, più anziana e sicuramente più robusta di lui.
E allora calmiamoci un po’ tutti quanti.
Sono contento che si sia notato che per tutto il tempo, insieme a Benza, abbia prestato la mia opera di pacificatore specie in occasione delle decisioni strampalate del direttore di gara, che ha fatto di tutto perché la partita degenerasse, memore del fatto che il nostro campo, in più di venti anni di attività, non sia mai stato squalificato (ripeto, mai!).
Concordo con gli amici di Acerra che l’arbitraggio sia stato osceno, a dir poco, ma farne una colpa a noi mi sembra eccessivo.
E allora guardiamo serenamente al futuro. All’uscita dal campo debbono scomparire tutte le tensioni.
Se poi la polemica è stata montata ad arte, come quella dello scorso anno, ci rassegneremo fin d’ora a lasciare i tre punti ad Acerra nella partita di ritorno.
Scrivere, come è stato scritto, che “ Il Cales vince, tutto il movimento del futsal esce sconfitto e con un’etichetta indegna …”, mi sembra veramente fuorviante, menzognero e passibile di denuncia (come sopra detto).
E mi fermo qui.
Massimo Zona
Presidente del Cales Sporting Club
La redazione si dissocia dal contenuto della mail in merito ai fatti descritti. La pubblichiamo per diritto di cronaca essendo un comunicato stampa, dunque espressa voce della società o di chi per essa ne risponde, ma non essendoci alcuna prova documentata, il mittente ne risponde in termini legali per eventuali querele e diffamazioni e porteremo agli organi competenti il contenuto della stessa.
Fabio Morra – direttore responsabile
















