Deluso, arrabbiato, con la voglia di chiudere i battenti. Massimo Oranges, presidente del Caffè Toraldo Marigliano, se ne sta in disparte con i suoi pensieri dppo l'ultima sconfitta della sua squadra, quella che potrebbe condannarla alla retrocessione in serie B. Il suo nome esiste nel calcio a 5 dal 1993 con tante soddisfazioni e anche qualche amarezza come tiene subito a precisare: "Non è la retrocessione che mi spaventa, fa parte dello sport. E già mi è capitato quando siamo finiti in C2". Il presidente se la prende decisamente coi suoi giocatori: "Credo si possa anche perdere una partita e noi quest'anno di sconfitte ne abbiamo subite tante per differenza tecnica, perché siamo stati sempre in pochi. Ma non si può giocare la partita della vita, quella che per noi rappresentava una delle ultime tre finali in questo modo". Giocatori senz'anima, un po' il leit motiv di tutto il campionato. Il patron è chiaro: "L'Acqua e Sapone si è presentata a Cercola con 6 giocatori utili in avanti e tre portieri e non aveva certamente intenzione di venire a fare una guerra agonistica per ottenere i tre punti. Hanno giocato la loro onesta gara e con la massima tranquillità hanno portato a casa il successo. Posso capire tutte le difficoltà, anche psicologiche, ma vedere una squadra in campo che sembra reagire quasi in maniera indifferente, non un minimo di grinta, non un minimo di cattiveria, carattere zero è una condanna ancora prima di cominciare. Non hanno dato niente in più del normale e da squadra normale noi perdiamo sempre. Ripeto, la retocessione fa parte dello sport, ma voglio scendere di categoria combattendo, sputando l'anima in campo fino all'ultima giornata". E di futuro non ne vuol parlare: "La passione per questo sport è troppo forte. Adesso mi viene voglia di smettere, poi magari cambio idea. In queste ultime giornate voglio che la squadra lotti, abbiamo ancora una chance e dobbiamo giocarcela".
















