
Se va via un allenatore con la squadra prima in classifica è evidente che non può essere una scelta tecnica, qualcosa si è rotto nel rapporto con la società. Ha sorpreso un po’ tutti l’addio di Salvatore Giugliano al Saviano, con la società che ovviamente ha tutto il diritto di cambiare rotta e prendere un’altra decisione. L’idillio però non sembra essersi interrotto nel migliore dei modi. “Ho lasciato a malincuore – dice a punto5.it, ma e’ stato un atto doveroso in quanto un mese fa avevo espresso esplicitamente alla società di essere aiutato a livello organizzativo. Non è bello allenarsi sempre da soli e fare da magazziniere, allenatore e quant’altro e per di più affrontare le trasferte senza un minimo di aiuto da parte di nessuno. Qualcuno si è sentito offeso per il modo in cui ho abbandonato, ossia tramite un sms, ma allo stesso modo nessuno si è degnato di fare almeno un sms per capire cosa stesse accadendo”. Giugliano precisa dunque il motivo della sua decisione: “Ho pensato che già fosse tutto preparato e questo mi fa stare ancora più male. Bastava essere chiari, il mondo dello sport è fatto così. Sono contento che le mie dimissioni hanno sortito i frutti sperati. Ho visto che adesso tutto quello che avevo chiesto e non mi è stato dato è diventato normalità. Non rimpiango nulla di tutto quello che ho fatto per il Saviano Citta’ del Carnevale poiché penso di aver portato in questa città una disciplina fino ad un anno fa sconosciuta, anche se in poco tempo tutti sono diventati competenti tranne me. Ora mi riposo un po’ e torno a dedicare quel tempo che ho tolto alla mia famiglia con la consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante per il mio paese e di aver dato una bella spinta ai lupi per la vittoria del campionato”.















