
CASAGIOVE – La scena più bella è quella finale. Perché se hai dato tutto in campo, se la partita è rimasta sempre sui binari dell’equilibrio, se hai visto splendide giocate, il pubblico non può che applaudire i protagonisti. Ha vinto la Real Ottaviano, ma ha vinto anche la Marian Futsal. Il team di De Pascale ha tenuto splendidamente il campo, quando sembrava potesse sprofondare, si è rialzato ed ha messo paura a Iamunno & company: è mancata la partita perfetta, quella che di errori non devi commetterne nessuno e la fortuna deve fare la sua parte, altrimenti avrebbe potuto staccare almeno un punto al triplice fischio di chiusura. Il successo, però, se lo prendono con merito i più forti, quelli che il match te lo cambiano quando vogliono perchè si chiamano Suarato, Altomare, Mazzocchi, Attanasio, Amirante e il resto della truppa, gente che il futsal lo mastica in una giocata d’anticipo nella fase difensiva, nella gestione del possesso palla, nel passaggio no-look, nella conclusione del fuoriclasse, nella invenzione del talento. Li vedi sul parquet e sai che prima o poi qualcosa accade, a meno che non siano nella loro giornata no. Giordano al 5′ si era illuso che fosse così con una difesa perforata in ripartenza e il gol del vantaggio. La prima risposta è di Mazzocchi al 12′, poi il sorpasso di Altomare al 22′ e Mazzarella al 25′ che su schema d’angolo trova il destro beffardo dalla distanza. Di altre occasioni ce ne sono, ve le faremo vedere nella nostra sintesi, ma è allo scadere della prima frazione che Mazzocchi trova quel gol, forse decisivo ad indirizzare la partita. La coppia d’oro Altomare-Mazzocchi porta il punteggio sul 2 a 5, pensi al tracollo dei locali, ed arriva la magia di una reazione affidata prima a Giordano e poi a Ferraro. Ma i gol di distacco sono sempre due, nel frattempo Mazzocchi aveva calato il poker con un preziosismo al quale gli amanti del futsal possono solo dire grazie per avercelo fatto apprezzare dal vivo. Finita? Assolutamente no, l’Ottaviano non la chiude e Offreda a al 56′ mette loro paura, l’assalto decisivo non porta al pari. Ma a quella scena finale, dove nessuno poteva esimersi dal battere le mani.
















