‘Nu babbà di campionato. Il livellamento della serie A e una classifica che cambia quotidianamente come i giorni della settimana, producono incertezza, curiosità, suspense. Il merito è delle cosiddette “piccole”, in realtà spesso big, “ammazzagrandi”, vincenti e convincenti. Prendete il Napoli, uno dei tanti esempi, per qualcuno già spacciato e retrocesso prima ancora dell’inizio della regular season. Già alla “prima” si doveva capire che non sarebbe stato così. Quel 2-2 al PalaCastagna contro l’Acqua&Sapone era, in realtà, un segnale e quel terzo posto alla vigilia del Mondiale thailandese, una conferma. Ma la squadra di Tarantino è andata oltre. Qualche brutta sconfitta, un leggero e inevitabile calo. Poi le quotazioni dei partenopei si rialzano, s’impennano con due autentici exploit: gli azzurri battono la Marca e una settimana dopo, a differenza di Paganini, si ripetono, andando a vincere addirittura a Pescara, per presentarsi nell’ultima giornata di andata da brividi, come una delle pretendenti alla Final Eight. Un plauso al club per le scelte rischiose ma azzeccate in sede di mercato, dal “deb” in serie A, Emer, a alla rivelazione Sartori. Note di merito a go go per Carmine Tarantino, un tecnico tanto giovane quanto emergente. Onore e lode a quel mix esplosivo, che fa tanto glamour, di giovani (vedi Frosolone e Bellico) e veterani, come Campano. Sì, questo Napoli piace, è proprio “fico”, pardon… “Bico”!
DURA LEX, SED EX – Prima o poi qualcuno scriverà un libro su quei giocatori che incontrano squadre in cui hanno militato, segnano e sono decisivi. Il calcio a 5, e lo sport più in generale, è pieno, zeppo, di incredibili esempi. Come una “tassa” che si paga, una legge non scritta che puntualmente si manifesta. Il titolo già c’è: dura lex, sed… ex. Bico torna nella sua Pescara e cosa fa? Segna due reti, è l’MVP del PalaRigopiano, il primus inter pares del blitz partenopeo in terra abruzzese. “A Pescara avevo già segnato ai tempi del Marcianise, in quell’ultima giornata di campionato che ci permise di conquistare la salvezza al primo anno di serie A”. Come il migliore dei “postini”, Bico bussa due volte. “Con il Pescara ho conquistato una incredibile finale di scudetto. E’ stata una gran bella esperienza”. Ma dovunque è andato Bico ha lasciato tracce indelebili. Ed il merito è della famiglia.
IL FUTSAL, FOCOLARE DI CASA PELENTIR – Il futsal è il focolare di casa Pelentir. Non si spiega altrimenti. Cao, Ninho e Bico: i tre fratelli Pelentir che giocano in Italia, in tutte le sue categorie. Cao, il più grande, è tornato alla Libertas Scanzano fra i cadetti. Ninho è in A2 con il Loreto Aprutino, Bico, il piccolo, in verità, è il più “grande”, perché gioca in serie A con il Napoli. “Sì, il futsal ci piace tanto – ride – ci giochiamo sin da piccoli perché nella nostra città c’era una grande squadra, il Perdigao. Io ho iniziato a 8 anni. Segreti? Io non ne ho. Sono una persona molto sincera. Insieme ai miei fratelli abbiamo passione per questo sport”. Il più classico degli apprendistati in Brasile, poi lo sbarco nel Belpaese. E mai scelta fu più azzeccata.
LA CARRIERA – “Il Marcianise ha portato me in serie A ed io i miei fratelli”. Il calcio a 5 italiano calza a pennello a Renato Rogerio Pelentir, per amici e nemici sportivi semplicemente Bico. Più semplice questo “apelido” di quattro lettere. “Sono stato un anno e mezzo a Marcianise e non dimenticherò mai quella esperienza. In quegli anni la serie A era difficilissima. C’erano Luparense, Arzignano, Roma, tutte le squadre erano sullo stesso livello”. Ma il Marcianise allenato da Marcelo Batista mantiene la categoria: “Fu davvero tosta. Ricordo che Marcelo Batista giocava ancora e pure bene. E’ un grande allenatore, che mi ha insegnato molto”. Da Marcianise alla Napoli Barrese, il passo è breve e l’avventura più lunga. “Sono stato lì tre anni – continua il laterale di Videira – abbiamo vinto una coppa Italia di serie A2 e conquistato la promozione. Quanti bei ricordi”. La prima esperienza fuori dalla Campania è Pescara. Che nel 2010-2011 sorprende tutti, elimina la Lazio ai quarti dei play off, fa fuori la Luparense in semifinale, disputando 4 finali scudetto contro la Marca. Bico segna in gara-2, non basterà perché il tricolore vola a Castelfranco Veneto. Ma fa niente. “Quante soddisfazioni mi sono tolte”. Non certo le ultime.
VEDI NAPOLI E POI… SORPRENDI – Eccoci ai giorni nostri. Il Napoli conquista 19 punti in 12 gare, gli stessi di Montesilvano e Cogianco, è padrone del proprio destino e, Marca e Kaos permettendo, è ad un passo dalla Final Eight. Comunque vada, sarà un successo, visto che la salvezza, obiettivo dichiarato ad inizio anno, è ampiamente alla portata dei ragazzi di Tarantino. “Il merito è del gruppo – afferma Bico – qui ognuno aiuta l’altro, siamo uniti e abbiamo dimostrato di potercela giocare con chiunque”. Al resto ci ha pensato Carmine Tarantino, l’umiltà fatta persona, uno “scugnizzo” di allenatore che a dicembre prossimo compirà 32 anni, un tecnico emergente, che prosegue la tradizionale napoletana, che fa rima con italiana (doc), di (bravi) studiosi della materia futsal. “Il mister è prima di tutto una grande persona – assicura Bico – un innovatore, un tecnico che si aggiorna continuamente. Io l’ho detto ai miei compagni a inizio stagione: ha fatto talmente bene nel settore giovanile, che farà bene anche in serie A”. Già, vedi Napoli e poi… sorprendi.
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