
La carriera di Danilo Varriale, 35enne, esperto giocatore della Trilem Casavatore, inizia con il calcio, debuttando con l’Ischia in C1, per poi passare al Cosenza in B. Chiusa l’esperienza calcistica per problemi familiari e fisici (subirà 4 interventi al ginocchio destro), il passaggio al mondo del futsal avviene con l’Afragola nel campionato nazionale di A2. Un amore a prima vista con quest’altra realta; trascorre cinque anni con l’Afragola per poi trasfersi in campionati regionali. Qui trova il progetto della Trilem, da ormai quattro anni lo ha sposato e ne è parte fondamentale.
Chi è Danilo Varriale fuori dal campo? Studi, lavori? Cosa fai?
Lavoro nel settore della ristorazione. Ho un ristorante, gestito insieme a mio fratello, a Via Santa Lucia.
Qual è l’obiettivo principale della Trilem Casavatore?
Per una salvezza tranquilla. Ma credo che la Trilem è tra le tre migliori forze del campionato.
Se potessi tornare indietro cosa cambieresti della tua carriera?
Il calcio a 5 mi ha fatto conoscere delle persone stupende che ho nel mio cuore ma il mio rimpianto più grande è stato aver abbandonato il calcio.
Hai un gesto scaramantico prima delle partite? Un porta fortuna?
Assolutamente no. Non credo alla scaramanzia. Ho solo un rito: all’ingresso in campo, entro per ultimo.
Squadra del cuore nel calcio.
Napoli.
Il tuo numero di maglia preferito?
Il 10, il mio attuale.
Parlami dei tuoi compagni, con chi hai stretto un rapporto maggiore. Dicci qualche segreto dello spogliatoio.
Il nostro gruppo è fantastico. Ci sono delle persone ho conosciuto quindici anni fa, come Pezzella, D’Addio,Carlo Florio. Il segreto dello spogliatoio è la nostra umiltà e restare sempre con i piedi per terra ed essere sempre allegri al di là del risultato.
Hai a disposizione un messaggio in chiusura a chi lo dedichi e cosa gli vuoi dire?
Un abbraccio al grande direttore Giuseppe Cunzio, che è scomparso da poco tempo ed è stato importante per parecchi calcettisti che se ne sono dimenticati.

La carriera di Danilo Varriale, 35enne, esperto giocatore della Trilem Casavatore, inizia con il calcio, debuttando con l’Ischia in C1, per poi passare al Cosenza in B. Chiusa l’esperienza calcistica per problemi familiari e fisici (subirà 4 interventi al ginocchio destro), il passaggio al mondo del futsal avviene con l’Afragola nel campionato nazionale di A2. Un amore a prima vista con quest’altra realta; trascorre cinque anni con l’Afragola per poi trasfersi in campionati regionali. Qui trova il progetto della Trilem, da ormai quattro anni lo ha sposato e ne è parte fondamentale.
Chi è Danilo Varriale fuori dal campo? Studi, lavori? Cosa fai?
Lavoro nel settore della ristorazione. Ho un ristorante, gestito insieme a mio fratello, a Via Santa Lucia.
Qual è l’obiettivo principale della Trilem Casavatore?
Per una salvezza tranquilla. Ma credo che la Trilem è tra le tre migliori forze del campionato.
Se potessi tornare indietro cosa cambieresti della tua carriera?
Il calcio a 5 mi ha fatto conoscere delle persone stupende che ho nel mio cuore ma il mio rimpianto più grande è stato aver abbandonato il calcio.
Hai un gesto scaramantico prima delle partite? Un porta fortuna?
Assolutamente no. Non credo alla scaramanzia. Ho solo un rito: all’ingresso in campo, entro per ultimo.
Squadra del cuore nel calcio.
Napoli.
Il tuo numero di maglia preferito?
Il 10, il mio attuale.
Parlami dei tuoi compagni, con chi hai stretto un rapporto maggiore. Dicci qualche segreto dello spogliatoio.
Il nostro gruppo è fantastico. Ci sono delle persone ho conosciuto quindici anni fa, come Pezzella, D’Addio,Carlo Florio. Il segreto dello spogliatoio è la nostra umiltà e restare sempre con i piedi per terra ed essere sempre allegri al di là del risultato.
Hai a disposizione un messaggio in chiusura a chi lo dedichi e cosa gli vuoi dire?
Un abbraccio al grande direttore Giuseppe Cunzio, che è scomparso da poco tempo ed è stato importante per parecchi calcettisti che se ne sono dimenticati.
















