
L’uomo in più del Gladiator Sant’Erasmo. In pochi conoscevano le doti di Raffaele Stigliano perchè lui di futsal, fino a quest’anno, ne aveva masticato poco. Un talento del calcio, un sogno spezzato ed una storia da raccontare con tutte le sue emozioni.
Partiamo dal sogno interrotto di diventare un calciatore professionista. Nel 2011 il magic-moment con l’Avellino, la Nazionale under 20 di Lega Pro, poi quando sembrava dovesse arrivare il lancio definitivo, Caserta, Aversa Normanna, Taranto e uno stop improvviso. Cosa non ha funzionato?
Hai colto alla grande con la parola ” SOGNO INTERROTTO” il momento che si era venuto a creare nella mia vita da calciatore che io facevo,data l’età,con amore e non come tanti miei colleghi già come professione e vedendolo come un lavoro. Ed è proprio questo che mi ha fregato, essendo in breve tempo arrivato all’apice in Lega Pro giovanissimo e sfidando in amichevole la Nazionale italiana maggiore: fino a qualche tempo prima era una squadra di idoli che potevo ammirare solo i TV. Il cuore mi fece accettare a gennaio, forse sbagliando, la proposta di tornare i prestito alla Casertana, squadra della mia città e dove già avevo collezionato circa 80 presenze da diciassettenne ed under di categoria. Ebbi la preferenza di retrocedere di categoria per seguire i sentimenti mentre l’esperienza mi ha insegnato che anche sei mesi nel calcio posso cambiare le cose come fossero un’ eternità. Dalla Casertana poi, dove le cose non andavano come speravo e come desideravo, passai a fare tante altre esperienze tra cui Aversa Normanna, Taranto dove per problemi societari a fine campionato ci trovammo spaesati e senza squadra. Ebbi anche nei mesi a seguire tante proposte, ma economicamente non adeguate: le società mi offrivano a loro condizione di stipulare contratti che mi fecero demoralizzare tenendomi fermo, ma continuando ad allenarmi con le Equipe Campania per farmi trovare pronto a qualche chiamata interessante: non arrivò sempre per una questione economica.
Ti senti tradito dal mondo del calcio?
Nonostante tante esperienze negative non mi sono mai sentito tradito dal mondo del calcio, forse dal sistema che a volte rende questo mondo ingiusto e immeritevole.
Sei comunque giovanissimo, classe ’92, avresti potuto continuare in categorie inferiori, perché hai scelto il calcio a 5?
Ho continuato a calcare campi di categoria inferiore tra Dilettanti ed Eccellenza fino al punto di ricevere un giorno una proposta per i calcio a 5 dove qualcuno già parlava di me, avendomi visionato nei vari tornei che facevo in estate tornando nella mia città. La proposta più che interessarmi mi incuriosiva, anche se nel mio cuore mi sento ancora un calciatore ciò che mi contraddistingue in questo sport è che amo il gioco del pallone, sono cambiate le dimensioni del campo e forse lo sport è totalmente diverso, ma dove c’è competizione e si gioca con i piedi ci metto amore e passione.
Col Gladiator S.Erasmo hai trovato una società eccellente, una nuova avventura in un mondo completamente nuovo.
Mi ha spinto verso il Gladiator S.Erasmo il fatto che con tanti miei colleghi eravamo già amici e con i mister addirittura quasi parenti , poi sentivo parlare molto bene di questa società .
Ti senti ancora un calciatore o hai sposato completamente l’idea di essere un calcettista per il futuro?
A dire la verità una chiamata nel calcio mi farebbe sempre battere il cuore ma dall’esperienza di quest’anno mi sento travolto e in questo mondo dove tutto corre veloce mi sento soddisfatto di me stesso e di tutto ciò che la mia squadra sta facendo. Siamo in lotta per i campionato e abbiamo sfiorato la vittoria della coppa Italia, quindi ritornando a ciò che dicevo prima a proposito della competizione, come farei a non essere soddisfatto?
Chi è Raffaele Stigliano fuori dal campo.
Fuori dal campo ironicamente posso dire che forse non sono cattivo come lo sono durante le partite perché mi definisco una persona buona, molto legata alla famiglia e agli amici ed è forse proprio questa bontà che mi ha penalizzato in un ambiente pieno di furbizie ed insidie.
Fatti una promessa per l’anno prossimo.
Per l’anno prossimo la promessa che faccio è la stessa di sempre nella mia carriera anche se a volte non è andata come volevo. Migliorare ed essere sempre più forte in quello che oggi sto iniziando a considerare una professione oltre che una passione. Il calcio a 5 sta iniziando ad appassionarmi e spero di soddisfare sempre chi crede in me come persona e giocatore.

L’uomo in più del Gladiator Sant’Erasmo. In pochi conoscevano le doti di Raffaele Stigliano perchè lui di futsal, fino a quest’anno, ne aveva masticato poco. Un talento del calcio, un sogno spezzato ed una storia da raccontare con tutte le sue emozioni.
Partiamo dal sogno interrotto di diventare un calciatore professionista. Nel 2011 il magic-moment con l’Avellino, la Nazionale under 20 di Lega Pro, poi quando sembrava dovesse arrivare il lancio definitivo, Caserta, Aversa Normanna, Taranto e uno stop improvviso. Cosa non ha funzionato?
Hai colto alla grande con la parola ” SOGNO INTERROTTO” il momento che si era venuto a creare nella mia vita da calciatore che io facevo,data l’età,con amore e non come tanti miei colleghi già come professione e vedendolo come un lavoro. Ed è proprio questo che mi ha fregato, essendo in breve tempo arrivato all’apice in Lega Pro giovanissimo e sfidando in amichevole la Nazionale italiana maggiore: fino a qualche tempo prima era una squadra di idoli che potevo ammirare solo i TV. Il cuore mi fece accettare a gennaio, forse sbagliando, la proposta di tornare i prestito alla Casertana, squadra della mia città e dove già avevo collezionato circa 80 presenze da diciassettenne ed under di categoria. Ebbi la preferenza di retrocedere di categoria per seguire i sentimenti mentre l’esperienza mi ha insegnato che anche sei mesi nel calcio posso cambiare le cose come fossero un’ eternità. Dalla Casertana poi, dove le cose non andavano come speravo e come desideravo, passai a fare tante altre esperienze tra cui Aversa Normanna, Taranto dove per problemi societari a fine campionato ci trovammo spaesati e senza squadra. Ebbi anche nei mesi a seguire tante proposte, ma economicamente non adeguate: le società mi offrivano a loro condizione di stipulare contratti che mi fecero demoralizzare tenendomi fermo, ma continuando ad allenarmi con le Equipe Campania per farmi trovare pronto a qualche chiamata interessante: non arrivò sempre per una questione economica.
Ti senti tradito dal mondo del calcio?
Nonostante tante esperienze negative non mi sono mai sentito tradito dal mondo del calcio, forse dal sistema che a volte rende questo mondo ingiusto e immeritevole.
Sei comunque giovanissimo, classe ’92, avresti potuto continuare in categorie inferiori, perché hai scelto il calcio a 5?
Ho continuato a calcare campi di categoria inferiore tra Dilettanti ed Eccellenza fino al punto di ricevere un giorno una proposta per i calcio a 5 dove qualcuno già parlava di me, avendomi visionato nei vari tornei che facevo in estate tornando nella mia città. La proposta più che interessarmi mi incuriosiva, anche se nel mio cuore mi sento ancora un calciatore ciò che mi contraddistingue in questo sport è che amo il gioco del pallone, sono cambiate le dimensioni del campo e forse lo sport è totalmente diverso, ma dove c’è competizione e si gioca con i piedi ci metto amore e passione.
Col Gladiator S.Erasmo hai trovato una società eccellente, una nuova avventura in un mondo completamente nuovo.
Mi ha spinto verso il Gladiator S.Erasmo il fatto che con tanti miei colleghi eravamo già amici e con i mister addirittura quasi parenti , poi sentivo parlare molto bene di questa società .
Ti senti ancora un calciatore o hai sposato completamente l’idea di essere un calcettista per il futuro?
A dire la verità una chiamata nel calcio mi farebbe sempre battere il cuore ma dall’esperienza di quest’anno mi sento travolto e in questo mondo dove tutto corre veloce mi sento soddisfatto di me stesso e di tutto ciò che la mia squadra sta facendo. Siamo in lotta per i campionato e abbiamo sfiorato la vittoria della coppa Italia, quindi ritornando a ciò che dicevo prima a proposito della competizione, come farei a non essere soddisfatto?
Chi è Raffaele Stigliano fuori dal campo.
Fuori dal campo ironicamente posso dire che forse non sono cattivo come lo sono durante le partite perché mi definisco una persona buona, molto legata alla famiglia e agli amici ed è forse proprio questa bontà che mi ha penalizzato in un ambiente pieno di furbizie ed insidie.
Fatti una promessa per l’anno prossimo.
Per l’anno prossimo la promessa che faccio è la stessa di sempre nella mia carriera anche se a volte non è andata come volevo. Migliorare ed essere sempre più forte in quello che oggi sto iniziando a considerare una professione oltre che una passione. Il calcio a 5 sta iniziando ad appassionarmi e spero di soddisfare sempre chi crede in me come persona e giocatore.
















