Il Real Casapesenna non ha mai nascosto la propria ambizione del salto di categoria, tanto da stampare sulle proprie maglie da allenamento, fin da inizio stagione, una frase a caratteri cubitali: C VEDIAMO PRESTO. Uno slogan forse rischioso, ma che si è rivelato profetico: all’ultima curva, tramite i playoff, la compagine guidata dal presidente Di Bona (al suo fianco il vice presidente Iavarone e il diesse Piccolo) ha raggiunto il traguardo prefissato.
Un girone A per sua natura – visto il ritiro dell’Orsarosa a campionato in corso – dall’andamento ondivago, che i biancoblù hanno chiuso in terza piazza con 38 punti e un rendimento più che positivo di 11 vittorie, 5 pareggi e solo 2 sconfitte. In seguito, un doppio impegno di playoff in esterna con lo 0-2 allo Sporting Pontelandolfo compagno di raggruppamento e poi il 2-4 alla Giovine Ascea (imbattuta in casa da due anni) che è valso la festa per la C2.
Una società giovanissima, nata nel 2024, alla cui guida tecnica siede un altrettanto giovane tecnico, Marco Paduano, che non nasconde la soddisfazione ma allo stesso tempo sembra non accontentarsi: “Sicuramente è una stagione positiva, perché quando sali di categoria inevitabilmente lo è, ma potevamo comunque fare di più visto che non abbiamo vinto il campionato. Un percorso comunque stupendo sia per me che alleno da un anno e mezzo che per la società: non ce lo dicevamo chiaramente ma dentro di noi, staff e giocatori, sapevamo di poter fare il salto di categoria. Abbiamo anche realizzato una striscia di dodici partite senza sconfitte, per cui penso che sia tutto meritato. Per l’anno prossimo c’è voglia di fare bene e di centrare in primis la salvezza: sappiamo che sarà dura perché in C2 ci sono squadre veramente forti, ma noi cercheremo di giocarcela fino in fondo contro tutti”. Dediche e dolci pensieri per il traguardo raggiunto: “Difficile fare una sola dedica, sicuramente la promozione è per i tifosi, per la società e soprattutto per il direttore Salvatore Piccolo, senza dimenticare mia moglie che anche dopo aver smesso di giocare continua a seguirmi ovunque vada e mio figlio nato proprio nel corso di quest’anno calcistico”.
















