
Il Partizan Matese riparte dal tecnico Giuseppe De Pasquale. Dopo svariati campionati vinti nel calcio, De Pasquale ha deciso di accettare di intraprendere questa avventura nel futsal: “Ad influenzare la mia scelta sul Partizan è stata soprattutto la piacevolissima insistenza del direttore sportivo Vincenzo Pescatore, mio amico di vecchia data, che saputo del mio “scioglimento” dalla precedente esperienza mi ha coinvolto come sa fare solo lui – racconta -. Un altro dei fattori principali è stato il progetto Partizan Matese in sè: la solidità e i valori che contraddistinguono i singoli componenti della società e di conseguenza lo stesso progetto inteso come impegno sociale oltre che come simbolo del calcio popolare. Ovviamente tutto questo ha collimato con la curiosità di misurarmi in un contesto totalmente nuovo per me, convinto di affrontare una bella sfida che sia prima di tutto una nuova esperienza”. Sugli obiettivi, De Pascale aggiunge: “La società si è posta fin da subito l’obbiettivo della promozione per via diretta o quantomeno con i play-off. Personalmente non conosco la realtà futsal in maniera approfondita e di conseguenza non sono in grado di dare un giudizio sui nostri avversari del girone, anche perchè l’incognita e la difficoltà maggiore per noi è rappresentata dal fatto che quasi la totalità dei nostri calciatori vengono dal calcio ad 11 ed essendo il futsal una disciplina totalmente diversa, fatta di tanta intensità e movimento, ciò comporterà un maggiore dispendio di energie per noi oltre che un più lungo periodo di adattamento ai nuovi movimenti e a ritmi totalmente diversi. Ciò che però posso assicurare ad occhi chiusi è l’impegno totale di ogni singolo calciatore. Tutti daranno in ogni partita fino all’ultima goccia di sudore, ciò che ci contraddistinguerà sarà proprio la determinazione assoluta nel dare il 100 %. Il nostro obbiettivo come squadra è che chiunque voglia toglierci anche un solo punto dovrà sudarselo maledettamente, in casa o fuori per noi non ci sarà differenza, coppa o campionato che sia daremo sempre il massimo, sacrificandoci in allenamento e in partita, onorando la maglia del Partizan e i suoi valori di assoluto rispetto e onore. Ecco le tre parole sul quale stiamo lavorando fin dal primo giorno di preparazione: sacrificio, rispetto e onore”.
MERCATO E SPOGLIATOIO UNITO. Il Partizan si è rinforzato molto in questa sessione di mercato: “Il parco calciatori si è molto rinnovato specialmente in entrata. I nuovi innesti sono stati diversi, in prevalenza giovani come Grippo, Acampora, Labriola, Catarcio e Sacco, senza tralasciare la tanto agognata “esperienza” con l’arrivo di Sansone, D’Agostino, Pinelli, Scasserra, e i fratelli Paterno. A questi aggiungiamo i veterani ed arriviamo ad un parco calciatori da far invidia al calcio ad 11 con 18/19 tesserati. Abbiamo scelto di tenere tutti perché si sta formando davvero un bel gruppo nello spogliatoio, quindi mi prendo tutte le responsabilità di gestire i vari malumori per le esclusioni, ma preferisco contare sugli “uomini” veri che con la loro intelligenza ci aiuteranno a portare la barca in porto. Giocatori in evidenza? nel Partizan (e nelle mie squadre in generale) non esistono i singoli. Nel nostro spogliatoio non esiste la parola IO, da noi si utilizza solo il NOI. Nel nostro Partizan saranno decisive le parate dei portieri (entrambi davvero validissimi), l’esperienza dei veterani, la velocità dei più giovani, i colpi dei più talentuosi, gli interventi dei difensori, i sacrifici dei più volenterosi, ma soprattutto l’intelligenza di chi giocherà un po’ di meno, quest’ultima è una caratteristica che io ho sempre considerato fondamentale in uno spogliatoio per ottenere il successo finale. Una piccola nota meritano però i “due capitani” della squadra: Emiliano Frasca e Gianluca Cusano, che con i loro rispettivi 41 e 37 anni sono oltre che i più esperti e forti, anche sempre davanti al gruppo a “tirare” i vari giovanotti che quasi faticano a stare dietro. Il calcio a 5 è sicuramente uno degli sport più impegnativi e “logoranti” mentalmente e fisicamente. Date le dimensioni del campo di gioco e i ritmi elevati che si tengono, il livello di attenzione deve sempre essere costante e lucido. Quando si affrontano due formazioni che sanno davvero giocare il futsal, si notano immediatamente queste caratteristiche. Nel 90 % del tempo trascorso sul campo si compiono movimenti e schemi provati e riprovati in allenamento che portano anche ad un dispendio di energie fisiche. Anche per questo ho puntato su una buona preparazione fisica studiata a tavolino per poter affrontare tutte queste cose e mi sono potuto avvalere dell’esperienza e della competenza di Vittorio Parrinello, pugile matesino che ha disputato due Olimpiadi, 3 Mondiali, 3 Europei ed oggi si appresta a vincere il Titolo Italiano dei Professionisti. Parrinello è uno dei massimi esperti in Italia di preparazione fisica ed il suo lavoro con i nostri atleti sono sicuro che ci darà una grossissima mano a finire il campionato come tutti speriamo”.















