La Fenix ha cambiato. Inversione di marcia rispetto alla passata annata e la scelta di affidarsi a mister Di Meglio e ad un nutrito organico composto per lo più dai giovani del territorio, a cui sono stati affiancati Marvich e Manzalli, poi Buono, l’estremo difensore Trofa e l’eterno Nica come chioccia. Per ultimo, intanto, il trasferimento di Pesce al Forio in C2.
“Una necessità – così il presidente Agnese, – non solo per ragioni economiche, dato che non è stata rinnovata la collaborazione con il nostro main sponsor. Soprattutto per un senso di appartenenza e legame con il territorio che non può non esserci in una categoria come la serie C1, importante sicuramente, ma pur sempre regionale. Poi bisogna tener conto della nostra storia e del nostro progetto, ovvero riuscire a creare una scuola calcio a 5 e a far esordire in prima squadra bambini nati e cresciuti nella nostra società. Un ciclo apparentemente naturale e scontato, ma che ad Ischia non è mai esistito perché il calcio a 5 ha sempre avuto solo prime squadre e quindi chi proveniva dal calcio a 11 come giocatori. Si è chiuso un ciclo nel quale per far conoscere questa disciplina ai bambini ed alla gente avevamo bisogno di avere squadre super competitive in categorie superiori alla serie D, attraendo quindi l’interesse di piccoli e famiglie. Oggi, con oltre cento bambini tesserati il calcio a 5 è una disciplina affermata e non abbiamo più esigenza di investire cifre spropositate per portare avanti il progetto. È sufficiente avere ragazzi giovani, del posto, a cui affiancare pochi innesti stranieri per portare avanti la realtà che in tre anni dovrà accogliere i ragazzi che oggi sono in Under 15. Questa stagione sarà uno stress test per capire se Ischia può reggere la C1 senza avere 8 giocatori non ischitani grazie ai quali, bisogna essere sinceri, siamo arrivati dove siamo. Nel frattempo però nostri ragazzi sono cresciuti e maturati, vedi Testa, Di Iorio, Lubrano e i nuovi che sono stati inseriti. Chi è andato via evidentemente non era in grado di reggere il peso di questa responsabilità. Non mi sorprende, sapevo che saremmo andati incontro a questo tipo di situazioni ma bisognava avere il coraggio di prendere questa decisione. Dunque, il nostro obiettivo resta mantenere la categoria, se non ci riusciremo vorrà dire che la nostra dimensione è quella dello scalino inferiore. Credo però che potremo dire la nostra e che mister Carmine Di Meglio, ischitano doc, passionale e bandiera del nostro calcio a 5, potrà essere un valore aggiunto al buon talento dei nostri”.
“Iniziare subito con una big come il Solofra fa bene. L’anno scorso segnammo più di dieci reti alla prima partita illudendoci di essere imbattibili. Arrivarono subito dopo molte sconfitte. Sarà una partita tosta, impegnativa ma anche formativa. Mi aspetto un campionato difficile, come sempre. La C1 in Campania è calcio a 5 vero, credo di un livello superiore persino alla serie B. Vedo tante squadre attrezzate che si daranno battaglia in alto e un livello comunque interessante a metà classifica. Salvarsi significherà compiere un’impresa, d’altronde l’anno scorso all’ultima giornata eravamo in 4 nel limbo tra play-off e play-out. Vedremo se poi tutte le più accreditate reggeranno fino alla fine, è una competizione che si deciderà alla fine e non certamente a dicembre. Sarà durissima, ma é proprio questa difficoltà che deve rendere orgogliosi tutti quelli che ne fanno parte. Auguro una buona stagione a tutti augurandomi che al di là del risultato sportivo ci sia sempre grande rispetto e realtà tra i giocatori, le società e tutti i protagonisti”.


















