Esperto calcettista, da una vita nel mondo nel futsal campano, Pasquale Murante, classe’85, universale in forza allo Spartak San Nicola. La sua carriera inizia a diciotto anni nel Cus Caserta, per poi trasferirsi a Casagiove. Dopo aver vissuto tanti anni al Gladiator, in un giorno di dicembre firma per lo Spartak San Nicola e comincia una nuova sfida.
Chi è Pasquale Murante fuori dal campo? Studi, lavori, cosa fai?
Lavoro come odontotecnico da 12-13 anni; sono fidanzato da dieci anni con una splendida ragazza di nome Roberta e l’anno prossimo ci sposiamo.
Sabato sei stato protagonista nella vittoria di grinta e carattere contro il San Giuseppe. Come è stata la partita e quali sono state le tue emozioni?
Sabato è stata una partita bellissima, onore al San Giuseppe, una signora squadra. Sono contento per la doppietta ma l’importante era vincere vista la situazione di classifica. Ora dobbiamo dare continuità ai risultati.
Qual è l’obiettivo principale dello Spartak S.Nicola?
L’obiettivo è senza dubbio la salvezza.
Parlami dei tuoi compagni, con chi hai stretto un rapporto maggiore. Dicci qualche segreto dello spogliatoio.
Quest’anno la squadra si è rivoluzionata, del gruppo vecchio siamo in rimasti pochi e tra l’altro sono amici anche fuori dal campo, poi i nuovi arrivati oltre ad essere forti calcettisti sono bravissimi ragazzi che si sono integrati alla grande. Un segreto? No, più che altro esiste un rito, trovare per qualsiasi motivo chi paga le pizze il martedì e il giovedì alla fine dell’allenamento.
Squadra del cuore nel calcio? Il tuo numero di maglia preferito?
Io sono tifosissimo della Sampdoria, la scelta del 99 è dovuta al fatto che quando andai al Gladiator, Cassano andò alla Doria (Sampdoria,ndr) e così da allora ho sempre indossato il 99.
Hai a disposizione un messaggio in chiusura a chi lo dedichi e cosa gli vuoi dire?
Voglio dire ai miei compagni di squadra di allenarci come stiamo facendo, seguendo sempre il grande mister Emilio Panniello, perché ci possiamo togliere qualche soddisfazione e regalare qualche emozione alla dirigenza.
Esperto calcettista, da una vita nel mondo nel futsal campano, Pasquale Murante, classe’85, universale in forza allo Spartak San Nicola. La sua carriera inizia a diciotto anni nel Cus Caserta, per poi trasferirsi a Casagiove. Dopo aver vissuto tanti anni al Gladiator, in un giorno di dicembre firma per lo Spartak San Nicola e comincia una nuova sfida.
Chi è Pasquale Murante fuori dal campo? Studi, lavori, cosa fai?
Lavoro come odontotecnico da 12-13 anni; sono fidanzato da dieci anni con una splendida ragazza di nome Roberta e l’anno prossimo ci sposiamo.
Sabato sei stato protagonista nella vittoria di grinta e carattere contro il San Giuseppe. Come è stata la partita e quali sono state le tue emozioni?
Sabato è stata una partita bellissima, onore al San Giuseppe, una signora squadra. Sono contento per la doppietta ma l’importante era vincere vista la situazione di classifica. Ora dobbiamo dare continuità ai risultati.
Qual è l’obiettivo principale dello Spartak S.Nicola?
L’obiettivo è senza dubbio la salvezza.
Parlami dei tuoi compagni, con chi hai stretto un rapporto maggiore. Dicci qualche segreto dello spogliatoio.
Quest’anno la squadra si è rivoluzionata, del gruppo vecchio siamo in rimasti pochi e tra l’altro sono amici anche fuori dal campo, poi i nuovi arrivati oltre ad essere forti calcettisti sono bravissimi ragazzi che si sono integrati alla grande. Un segreto? No, più che altro esiste un rito, trovare per qualsiasi motivo chi paga le pizze il martedì e il giovedì alla fine dell’allenamento.
Squadra del cuore nel calcio? Il tuo numero di maglia preferito?
Io sono tifosissimo della Sampdoria, la scelta del 99 è dovuta al fatto che quando andai al Gladiator, Cassano andò alla Doria (Sampdoria,ndr) e così da allora ho sempre indossato il 99.
Hai a disposizione un messaggio in chiusura a chi lo dedichi e cosa gli vuoi dire?
Voglio dire ai miei compagni di squadra di allenarci come stiamo facendo, seguendo sempre il grande mister Emilio Panniello, perché ci possiamo togliere qualche soddisfazione e regalare qualche emozione alla dirigenza.
















